S.A.

Buio

SerraturaAllineai le scarpe davanti al letto.

Già non sentivo più le mani. Paradossalmente mi sembrava di percepire le unghie crescere, eppure le dita si muovevano senza che ne avessi il controllo.

Di vestiti, ne avevo gettati talmente tanti durante gli ultimi viaggi da averne a malapena metà armadio.

Una coscia aveva perso sensibilità da settimane.

Tirai fuori dall’ultimo ripiano dell’armadio in entrata, una scatola contenente tutto ciò che avevo usato negli anni per affermare “io”.

Non era un trasloco. Non era una nuova pagina. Tutto la faceva assomigliare a una resa.

Staccai anche le mascherine delle prese di corrente e le fotografai ben disposte sul letto sfatto.

Il frigo vuoto, splendente e spento mi sorrideva.

La caviglia, rotta anni prima e medicata velocemente, era snodata al limite del disgusto. Ma non sentivo niente neanche allora.

 Porta chiusa, chiavi girate.

Una casa che sarebbe rimasta al buio ogni giorno.

S.A.

Marzo.

Si allungano le giornate e ricominci a vedere la luce.

Colta dalla poesia del tramonto tardivo, pensi valga davvero la pena vivere e ti commuovi ammirando la natura intorno a te perché, Hey! anche tu ne puoi godere e oh mio dio il vento sui fiori e penso piangerò, scriverò poesie e vivrò di sensazioni e e e… niente si frapporrà tra me e i miei sogni e l’arte mi scorrerà dentro come non mai e rifuggirò dai luoghi comuni e metafore abusate…

Coltiverai la terra e proponi alla tua metà: avremo un coniglietto portafortuna! Berremo tisane la sera adagiate su poltrone davanti ad una vecchia radio o vedremo le migliori serie in streaming, perché ok poesia, ma bisogna pur vivere.

Raduni le amiche e urli: “abiteremo vicine così da poter tornare a casa a piedi la sera e… film d’autore e sensazioni reali!”

Un battito di ciglia dopo ti viene fame e ti rendi conto che devi fare i doppi turni per pagarti tutta la montagna di roba che ti stai mangiando ed è l’11 del mese e ti hanno pagato ieri e già stai facendo il countdown per il  prossimo stipendio.

Fino ad un secondo prima millantavi un ritorno alle origini e alla radici (letteralmente), ma alla prima interruzione di corrente mentre ti stiravi i capelli giri la testa a mo’ di esorcista. Whatsapp si blocca per 5 minuti e ti giochi il paradiso. Piangi quando è la volta del telecomando del cancello che è troppo lento.

M’arzo?

S.A.

Cervelli

Gangli e ossa. Nervi e unghie.

A conti fatti ne abbiamo di ognuno la stessa quantità, perlomeno così dicono.

Eppure, si dice, tu sia un miracolo della scienza.

L’unica donna senza cervello. E ancora in vita.

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S.A.

(nota: l’immagine è stata tratta da qui http://www.arsenalecreativo.com/wp-content/uploads/2013/11/telo-izlozba.jpg)