morte

Congo

 

L’ incipienza é metodo,

E le cicatrici sul collo fanno ancora odore di Congo.

Dormi oh uomo dalla scura pelle

Ne hai il diritto.

Nessuno vive senza dormire.

Si dice che anche i morti in realtà non facciano altro che abbandonarsi al sonno. Definitivo.

Tra i pallet e le cassette di carta in equilibrio precario sulle teste dei magazzinieri

Rotolano le arance dell’Africa sul cemento levigato e consunto.

G.U.

Placida è la morte

placida-e-la-morte-g-u

Estrazione meccanica di succulenti brandelli

per ingrassarci il fegato a forza

e poi tutti a ripulirsi con infusi

e compresse effervescenti dal citrico aroma.

artefatto è il sapore del mondo

che l’essere umano è convinto di dominare.

placida è la morte in formaldeide

G.U.

Untitled

Il gusto del vino rancido

in ciotole di latta con manico laccato

il gusto umido del fondo di una spiga

sgranocchiata pigramente

il gusto della figa tiepida

le notti con la neve alle finestre

il gusto pungente dell’oppio cinese sul palato

avvolgente come la morte durante un orgasmo

il gusto della morte durante un orgasmo

il gusto atipico del piatto davanti al critico,

magnifico!

G.U.

Chiunque tu sia

Il fatto è che chiunque tu sia,

Potresti essere uno stronzo

O anche una brava persona,

Potresti aver condotto un’esistenza esemplare

O potresti aver vissuto nella più sordida dissolutezza,

Potresti pure essere un facoltoso filantropo

Oppure risvegliarti ogni mattina su un marciapiede con la faccia adagiata su una pozza di vomito tiepido,

Potresti essere anche un cane

O un capibara,

Potresti pure essere un pio ecclesiastico convinto di poter estirpare il dolore dal mondo

O potresti convivere col dolore più profondo per ogni istante della tua vita fino a crepare solo in una stanzetta umida…

Sarai humus organico e vermiculite.

Sarai terra.

É  nella terra il destino dell’umanità.

G.U.

Lettera semifaceta

Saltiamo i convenevoli.

Tu mi conosci bene. In questi 36 anni mi hai visto crescere, mi hai visto evolvere, mi hai visto involvere e mi hai visto compiere gesti degni di un treno merci della Black Thunder Mine pieno fino all’orlo. Quest’anno penso di essermi salvato in corner, grazie a quel paio di reati caduti in prescrizione (la prescrizione vale ancora come buona azione, giusto?), ritengo perciò di poter avanzare delle ragionevoli richieste.

Come ben sai, dai tempi delle elementari mi ritrovo a convivere con un pesante fardello: il terrore della Morte. Da bravo ateo estremista, non credo nell’esistenza del Paradiso e dell’Inferno, ma solo in uno spaventoso Niente, che un giorno non troppo lontano avvolgerà la mia coscienza e la ridurrà in un’intangibile polvere metafisica. Decisamente mi sono portato dietro questa angoscia troppo a lungo, è ora che me ne liberi in via definitiva, pertanto quest’anno, come regalo, ti chiedo di non farmi morire mai. So già cosa stai per obiettare, e hai perfettamente ragione, l’immortalità solo per me è un pensiero alquanto egoista, allora sai che facciamo? La estendiamo all’intera razza umana. Diciamoci la verità, questa cosa per cui dopo una manciata di lustri si invecchia e si muore ha funzionato per un po’, credo che i tempi siano ormai maturi per rivedere tutte le procedure. Non ti dico di farlo tutto in una volta, prenditi pure un mesetto per i preparativi, tanto abbiamo trascorso l’ultimo miliardo di anni a morire, possiamo farlo ancora per qualche settimana. Per portare a compimento questa operazione non da poco ti lascio carta bianca sul metodo, ma preferirei ricorressi a qualche dispositivo quantistico per alterare la realtà alimentato a buchi neri, cerca di lasciare da parte la magia, almeno per stavolta.

Ah, ovviamente “vita eterna” non deve accompagnarsi a “sofferenza senza possibilità di sollievo”, ho letto tutto John Doe e ho visto l’episodio di Xena dove dei briganti rapiscono Ecate, quindi fai poco il puntiglioso, ché ne so più di te.

Cordiali saluti,

D.

PS

In alternativa, la Play 4 con Metal Gear Solid V.

U.U.