recensioni retroattive

Grandi Speranze

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Il grande Gatsby

Il grande Gatsby

Un uomo allo specchio

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 …

Gelide scene d’inverno

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Anatomia della ragazza zoo

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….

Lo zelo e la guerra aperta

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È tutto qui

E' tutto qui - Matteo Scandolin

 

 

La decisione di Brandes

la decisione di Brandes

 

 

Atti impuri. Un luogo di scritture.

Tiziano Scarpa l’ha definito “un progetto indispensabile e coraggioso”. E’ sul coraggioso che ci piacerebbe soffermarci. Già dal nome. Perché sì, la letteratura può essere anche impura, cosa già poco comune, ma difficilmente è coraggiosa.

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Tutti i nomi

Tutti i nomi. Quelli dei vivi e quelli dei morti. Tutti i nomi. Archiviati nella labirintica e in continua espansione Conservatoria Generale, in cui l’odore di carta vecchia si mischia al profumo “composto metà di rosa e metà di crisantemo”. Tutti i nomi.

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Un pensiero su Wis

C’è una strana e sottile forma di intuito nel suo poeticare, anche quando parla delle storie dei suoi e dei nostri antenati. Qualcosa di limpido che sfugge alla ovvietà della situazione stessa e la conduce in altre direzioni, verso altre domande. Verso altre ragioni.

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Via con Matrix

Anche se sono stata criticata per questo, continuo a prendere spunti per la mia vita dalle figure astratte che incontro. O meglio (altrimenti sembra che la mia personalità sia pari a zero) sono sensibile agli insegnamenti e agli spunti di qualsiasi natura che mi offrono libri e film.

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Jumpin’ with the iguanas

Sarà perché chi ha un’anima punk in fondo non la perde mai, nemmeno quando la riveste con camicia e cravatta. Sarà perché sembra che il tempo non riesca mai ad agguantarlo del tutto. Sarà anche perché si è sputtanato anche lui, eppure con una classe del tutto particolare.

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Banana Yoshimoto e la rotondità del suo pensiero

n sostanza col titolo ho già svelato dove voglio andare a parare.

Ho notato che la Yoshimoto è una di quelle scrittrici onnipresenti della quale moltissimi hanno letto almeno qualcosa.

Io faccio parte della schiera di lettori quasi adoranti che apprezzano, quasi più che le sue idee, l’involucro e il modo che usa per esprimerle. Le sue storie mi hanno trasmesso una voglia infinita di andare a visitare non i posti specifici dei quali racconta, ma il Giappone intero. Scoprirne la realtà nella sua totalità e pienezza.

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Sabato

Nonostante il parere contrario di Brecht, il quale sosteneva ardentemente il principio di straniamento durante la rappresentazione di un’opera, sono del partito pro-immedesimazione. Vado al cinema soprattutto per calarmi nella vita di qualcun altro, non pensare alla mia e uscirne un po’ cambiata.  Magari solo per una sera, ma mi piace entrare in un’altra faccia della mia vita, trasformata temporaneamente da un cambio di scenografia (e magari di costumi).

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Il processo

Se apprezzare un libro significasse comprenderlo, probabilmente in libreria, alla sezione “over the top”, avrei solo topolini, qualche libro chick-lit e uno scaffale di gialli. Non che meno li capisco più mi piacciono, o “se ne ho chiaro il significato non sono abbastanza da intellettualoidi”. Però mi piace pensare che, nonostante tonnellate di libri di critica, analisi, perquisizioni di ogni pagina, non capiremo mai fino in fondo quello che passava per la testa dell’autore. Possiamo anche fare l’analisi logica e grammaticale, ma sterilizzare il processo compositivo non significa comprenderlo. Alla faccia della mia insegnante delle medie.

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Bigini d’autore

I doni della vita

Un trittico, ovvero un amore di quelli da telenovela, un po’ impossibile.

Un paesino del nord della Francia.

La prima (e in seguito anche la seconda) guerra mondiale che si profila all’orizzonte.

In breve, tutte le premesse per una catastrofe.

Dove morti e feriti neanche si contano per comodità.

Quante probabilità ci sono che due innamorati superino tutte le prove del destino (e degli uomini)?

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Psicologia spiccia di un delitto ovvero zia Agatha in tutte le salse

Credo qualunque specializzando in psicologia (o facoltà affini) definirebbe la Christie, ovvero zia Agatha per noi tutti appassionati, una compulsiva ossessiva con manie di protagonismo e incapacità di distinguere tra realtà e finzione. Insomma, un’insoddisfatta della propria vita che cerca di metterci un po’ di pepe. Una donna tra tante, in breve.

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Préliminaires – una non recensione

In teoria a voler recensire un disco uno dovrebbe essere imparziale, obiettivo. Un critico è oggettivo e distaccato, o almeno così me lo sono sempre immaginato. Ma non sono un critico, fortunatamente, e perciò non sono tenuto ad obiettività né distacco.. e del resto non credo mi riuscirebbe di metterceli, in questo caso.

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Imprevedibili avventure in un giorno di nebbia

Cosa succederebbe se domani a una nerd invisibile venisse concesso di diventare una persona popolare?

Se un virus scombinasse i file predefiniti di domani e teletrasportasse una donna trascurata e sola in un’esistenza turbolenta, a colori e con un sottofondo di musica jazz?

Sembrerebbe una storia alla Johnny Mnemonic o tipo Eternal Sunshine of the Spotless (mi rifiuto di usare l’orrido titolo italiano di quel film). Invece non c’è nulla di cibernetico, solo il caso.

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Chesil Beach ovvero un piatto servito alla freudiana

E anche questa volta Mc Ewan mi ha fregato.

Comincia in maniera lieve e quasi non ti accorgi di tutto quello che sta portando avanti.

Leggi e leggi e pensi che non è una storia, ma un corollario di vite.

E poi succede.

Finalmente si arriva al nodo gordiano.

Ti ci porta proprio sotto senza farsi sentire, fino a poco prima il lettore naviga abbastanza ignaro.

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