Imperfetto desiderio

Se le mie scarpe fossero diverse, se fosse presto e non tardi, se ci fosse anche mio padre, se non mi tremassero le mani, se non ci fosse la pioggia, se fosse domani e non oggi, se qualcuno mi ascoltasse, se la smettessero di dirmi tutto come se non sapessi niente, se mi lasciassero sbagliare, se mi lasciassero provare, se avessero la mia età, se io potessi avere la loro, se lui non fosse così bello, se io fossi più magra, se io sapessi come fare, se tu mi indicassi una strada meno dolorosa, se avessi voglia di percorrerla con me.

Se conoscessi i vostri nomi, se avessimo gli stessi gusti, se aveste anche voi un quaderno su cui scrivere, se riusciste a capire che non sto parlando di compiti di scuola, se piangeste come a volte piango io, se sorrideste dopo come sempre sorrido io, se fosse più semplice spiegare, se aveste voglia di capire.

Se le mie paure fossero ancora le vostre, se avreste memoria di come posso sentirmi io, se foste più attenti a non essere banali, se la smetteste di dire cose senza senso, se fosse amore e non dovere, se riuscissi a dirvi tutte queste cose, se riuscissi a scriverle e voi riusciste a leggerle con serietà, se ne valesse la pena di portare questo tormento, se non fosse così pesante ogni dannato risveglio, se non valesse il doppio per me il tempo.

Se capireste che non ho voglia di questi giocatoli, se mi parlaste di sesso senza vergogna, se non avessi vergogna di chiedervelo, se non commentasse il mio tempo in bagno, se smetteste di parlare a voce bassa come se io non vi senta, se vi ricordaste anche voi del vostro tempo in bagno, se mi sollevaste da questo imbarazzo.

Se non mi chiedeste sempre: “come stai?”, se fosse una questione di doverlo sentire come sto, se non fossero necessarie tutte queste parole, se almeno alcune fossero pensate, pesate, dedicate, se non dovessi sperare, se non dovessi servirmi più della speranza, se sapessi fare davvero bene qualcosa, qualunque cosa, se ci fosse almeno questa certezza, se non dovessi apparire per forza bella, educata, gentile, opportuna, felice.

Se potessi star bene nel mio stare triste, se capiste quanto a volte è bello esserlo, se riusciste a non farmene una colpa, se capiste che non è un capriccio, se capiste che non è mai un capriccio, se anche per me valesse la scusa della personalità, se potessi saltare oggi la vostra maledetta cena, se potessi decidere di non aver voglia di vedervi per un po’, se potessi pretendere del tempo per me, se non vi meravigliaste quando dico cose che alla mia età non dovrei dire,  se foste meno presuntuosi, se avesse un valore il mio parere sulla politica, se avesse un valore reale il mio parere, se il mio parere fosse parte attiva di un cambiamento, se contasse la mia esperienza, se aveste cognizione del fatto che anche io ho un esperienza, se sapeste di quanto sia io a volte a proteggere voi più di quanto non siate voi a proteggere me, se vi rendeste conto di quanto siete ridicoli dietro alla vostra maschera di responsabilità e serietà. Se solo sapeste cosa vuol dire avere la mia età.

Parole di una bambina che potrebbe dire un’anziana.

 L.J.M.

nota: l’immagine dell’articolo proviene dal sito degli anfibi Dottor Martens, non sappiamo chi sia la modella e non sappiamo chi sia il fotografo. Tutti i diritti sono a loro soli riservati. L’elaborazione grafica per questo articolo della foto in questione è invece di E.Z. (e speriamo basti questo per coprirci le spalle, alè).

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