Impressioni di Budapest

Come si evince dal titolo, ho trascorso qualche giorno nella capitale dell’Ungheria. In origine, l’aereo su cui viaggiavo avrebbe dovuto raggiungere le porte di Tannhäuser, dove mi aspettavano per una convention sui raggi Beta, ma a quanto pare la benzina non era abbastanza per tutto il tragitto, e ho dovuto rivedere i miei piani.

U.U.

Budapest è un posto bizzarro, tutti parlano l’ungherese e in pochissimi capiscono l’italiano. Certo, non che siano tenuti a capirlo. La città, se non lo sapete, è tagliata in due dal Danubio, il fiume più grande d’Europa, il cui colorito in bilico tra l’ocra vomito e il marrone diarrea ultraliquida è riuscito nella difficile, se non impossibile, impresa di far sembrare le acque del Naviglio Grande buone per sterilizzarci dei ferri chirurgici. Però le strade son pulite, e per terra non c’è mezza cartaccia manco per sbaglio, o comunque non si vedono, coperte come sono da un tappeto di barboni.

Mi sono fermato ad osservare la gente, a Budapest. Ho già detto dei barboni. Poi da un lato ci sono persone straricchissime, che potrebbero riempire una piscina olimpionica con i loro soldi, e dall’altro ci sono persone che puoi definire al massimo agiate, tutt’al più ricchette, che se anche mettessero insieme tutto il loro denaro in banconote di piccolo taglio non riuscirebbero a raggiungere l’orlo di una normale vasca da bagno, ma si fermerebbero giusto un paio di centimetri prima. A proposito di vasche e piscine, a Budapest potete trovare un sacco di bellissimi edifici, pieni di verruche fino al soffitto. Se avete un piccone e tanta pazienza, potete scavare un tunnel e sbucare all’interno di un bagno termale.

C’è anche molta vita notturna a Budapest, ma bisogna fare molta attenzione: le strade brulicano di ragazze in ghingheri, solo in apparenza innocue, che ti fanno le moine e ti convincono a offrir loro da bere, e in men che non si dica scoprite di avere un sacco di cose in comune, vi piacete, vi rivedete la sera dopo, quella dopo e quella dopo ancora, fate l’amore con infuocata passione e vi promettete di non lasciarvi mai. Ma la guerra è dietro l’angolo e sconvolgerà irreparabilmente le vostre esistenze. Questa scena si replica praticamente davanti ad ogni locale, dunque capite bene che riuscire ad arrivare in fondo a una via nel giro di una settimana è una bella impresa

Tutto questo però è robetta, se paragonato al pezzo da 90 che la capitale magiara ha da offrirti. Non puoi infatti dire di aver vissuto davvero Budapest sulla tua pelle se non hai percorso a piedi la strada che conduce alla Cittadella, in cima alla collina di Buda, da cui puoi dominare tutta la città e godere di un colpo d’occhio da togliere il fiato. Almeno così dicono, io col cazzo che ci sono andato, mica sono Messner.

Ah e comunque le scarpe qui costano tantissimo, quindi dubito che tornerò. Già.

U.U.

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