Il barista

È cosa nota, dei baristi, che sono dei gran piacioni. Una decina d’anni fa andavo molto in voga tra le ragazze della zona; non capisco come mai, ma ogni volta che salivo su quella pedana in legno, riflettevo d’una strana luce che le faceva impazzire. Non passava giornata che non rimediavo almeno cinque o sei numeri di telefono, molto spesso li scambiavo con dei favori da parte dei colleghi camerieri. Il bello era che ogni giorno potevo uscire con una ragazza diversa. Alcuni giorni avevo il doppio turno al pomeriggio, con le ragazze.

Era il mese di Settembre e mi ero invaghito di una splendida rossa: Elena. I suoi lunghi e lisci capelli col rame, la sua pelle bianca sporcata dalle lentiggini ed i suoi occhi verdi, mi avevano stregato. Mollai le altre sciacquette ed iniziai in pianta stabile a frequentarla. La storia non era delle migliori, avevamo sempre alti e bassi. Eravamo molto giovani e poco più che ventenni, prime esperienze, prime gelosie. Soprattutto da parte sua. Tra litigi e vari tira e molla avevamo continuato a frequentarci fino a Novembre. Credevo di non aver dubbi nei sentimenti che provavo nei suoi confronti. Lo credevo fino a prima di conoscere Valentina.

Valentina era due anni più piccola di me. Fisicamente perfetta, seno più abbondante di Elena, occhi azzurri, capelli mossi di colore nero corvino. Il top però erano le chiappe, belle tonde e sode.

Anche con lei c’erano sempre dei litigi causati dalla gelosia; non la biasimavo, spesso ero strano o distaccato. Portare avanti due relazioni non è per niente semplice. Le vidi per l’ultima volta l’antivigilia di Natale di quell’anno, poi sparirono, entrambe.

La vita andava avanti e io facevo sempre il barista, quindi problemi per rimorchiare non ne esistevano.

Due anni dopo ricevetti un sms dalla migliore amica di Valentina, Roberta, con scritto: “SEI UN BABBEO”. Non capivo il motivo di quel messaggio, alla fine con lei non ci provai perché era la migliore amica della ragazza con la quale uscivo, anche se una passatina gliel’avrei anche data.

Dopo un paio di mesi uscimmo assieme per un aperitivo e mi raccontò una cosa alquanto bizzarra. Qualche mese prima Roberta durante un aperitivo con Valentina le chiese come mai decise di sparire dalla mia vita e lei le raccontò tutto.

Praticamente Valentina era al pranzo di Natale con tutta la famiglia e tra cugine si confidavano tutti i segreti più intimi.

“Allora Valentina, esci con qualcuno?” – le chiese la cugina.

“Sì, esco con un ragazzo, molto molto carino.”

“E brava la mia cuginetta. Anche io mi frequento con un ragazzo, ma non so se è quello giusto.”

“Beh, c’è tempo per scoprirlo” rispose Valentina “Il mio ragazzo è biondo con gli occhi azzurri, ha anche un bel fisico” continuò lei.

“Si vede che siamo cugine, anche il mio è biondo, occhi azzurri e palestrato” – rispose lei.

“Scema” disse lei ridendo. “Il mio lavora a Le Trottoir di Milano, magari l’avrai visto una sera che eri lì.”

Valentina notò che lo sguardo di sua cugina si stava incupendo così le chiese: “Elena, tutto ok?”

H.J.

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