Verderame

Sentivo quel verderame sulla maglietta che grattava la mia mente, e avrei voluto dormirci con quella maglietta. Mi dicevano che era veleno, anche se poi lo chiamavano medicina. Appena spruzzato sulle piante era blu, dopo qualche ora si affievoliva quasi a diventare di un verde azzurrato. Di nascosto mi annusavo le foglie della vite piene di quel blu, e una volta l’ho addirittura assaggiato. Per circa tre secondi ho chiuso gli occhi e ho sentito quel sapore segreto sulla mia lingua. Da allora quando bacio chiudo gli occhi per circa tre secondi.  Subito dopo l’erezione mi spinge a ricordare quel segreto, e allora divento perverso per altri tre secondi e vorrei mordere per tre ore la mia amata. Ma all’epoca non ne avevo di amate, realmente intendo, quindi, soffocavo di piacere sfregandomi sotto il nespolo. Il verderame serve per curare le piante, il ricordo del verderame serve a me, per non dimenticare la solitudine di allora. Che somiglia a quella di oggi, per questo vorrei che fossero piene di verderame le mie giornate qui dentro. Annuso ogni sbarra come se fosse vite, e neppure un nespolo fiorito stavolta a distrarmi dal peso della colpa.

P.S.

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