Le sere

Le sere, le sere che ti aspettavo ero solo. Avevo una voglia smisurata di averti tra i capelli, che sembravano meduse nere di pensieri. O tra le dita, che si muovevano come affluenti impazziti nel letto. Poi apparivi, era già mattino ed io non ti volevo più. Non avevi parenti né tormenti, eppure, nei tuoi lineamenti marcati, notavo una storia d’incertezze. Vagabondavi in città e sorridevi a tutti. Avevi paura del tempo e del vento. Leggera, ancora oggi mi eviti, e non hai bisogno di spiegazioni, e non hai bisogno di me. Dispero sollevato dai miei anni di attese, oramai misere rese verso le piccole cose che recupero negli splendidi angoli bui.

Ah! Avessi tempo da sprecare starei ancora giovane alla finestra e scambiare la luna con te.

P.S.

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