Alla fine, in fondo.

Mi chiedi sempre a cosa penso quando gli occhi si staccano da quello che sto facendo e mi appare quell’espressione neutra, lo sguardo quasi trasparente e la bocca mi si storce (che poi queste cose me le hai dette tu, io mica me ne rendo conto). Non te le ho mai dette perché solo se le pronuncio sono reali. Ma esistono, nonostante mi sforzi del contrario.

Rivedo quelle foto reali, mica quelle stronzate da perfezione della pubblicità; quelle foto di persone vere che vivono come me e quando si guardano dentro continuano a sorridere. Quelle che quando chiedi loro il solito ma-come-stai-una-vita-che-non-ti-vedo-tutto-ok non riescono a trattenere il sorriso. Bypassando quelle che ti tengono mezz’ora a parlare di quanto mangia il figlio, intendo quelle che quando ti spiegano in due frasi che stanno bene, ti risultano anche simpatiche.

Ecco vedi, io penso a loro. Penso che quella felicità totale, che nessuno ritiene esista veramente, è più diffusa di quanto si creda. E allora sento che sono felice, a modo mio, ma anche così diversa. E che quella felicità io non l’avrò mai perché semplicemente non può arrivare a tutti. E allora vedo di nuovo quei padri che baciano la testa dei figli appena nati e sembrano non desiderare altro dalla vita e ringraziare per ogni istante.

Ma non è quella la fine.

Il pensiero che mi fa mordere le labbra per non graffiarmi la faccia è l’idea ormai stratificata che non mi importi più che non sia possibile.

S.A.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...