Una lettera. #3

Non penso la questione riguardi l’essere migliori o peggiori, o più vivi o meno vivi. Credo che il solo concetto che varia realmente alla base delle persone sia la permeabilità, quella disponibilità a mettere in dubbio le proprie idee che hanno tutte le persone che vivono realmente. La stabilità nelle idee, negli affetti, nelle sensazioni, nei comportamenti piace a chiunque ed è quanto mai comoda.. ma quando non porta ad un’evoluzione, quindi ad un mutamento, rinsecchisce cervello ed anima. Io sono uno dei tanti idioti che ciondolano per la terra, identico in questo alla maggioranza delle persone che conosciamo; pongo questo solo atteggiamento di permeabilità sia nel pormi di fronte alle persone che nello scremare ciò con cui vengo a contatto nel quotidiano. Sono semplicemente stanco del nulla, e combattivo, e incazzato, NON migliore di qualcuno. Credo che la realizzazione piena della propria personalità passi necessariamente attraverso determinati individui che esistono, ma sono molto difficili da trovare…e di cui si impone la ricerca. E se anche così vivere e sorridere è complicato (e credimi, sono tutt’ora una frana continua) farlo forzandosi ad adattare la propria chimica con quella di persone distanti, completamente diverse e/o immutabili è quasi impossibile, e toglie le energie e le parole. In soldoni, meglio parlare a chi ci vuole capire, almeno si rimane noi stessi. Come diceva Nick Hornby, se c’è una cosa che si impara crescendo è che è sempre meglio combattere con i pari peso. Certo poi il problema rimane distinguerli, i pari peso… Nel pugilato basta una bilancia, ma nella vita reale il discorso è più complicato.

E dopo aver sciorinato tutte queste belle parole non ho idea di dove arriviamo, non ho ricette. Penso il punto sia che se non ami realmente nessuno non puoi amare te stesso; e se non ami te stesso non puoi amare realmente nessuno. Le due cose vanno sempre di pari passo, e chiunque riesca ad inserirsi in questo ragionamento e mutarlo è un individuo che va trattenuto con ogni mezzo nella tua vita, perché fa realmente la differenza. Mettiti nelle condizioni di trovare alcune di queste persone e troverai tutto, le parole, il sorriso, il respiro. E vedrai te stesso nello specchio.

Il fatto che non senti di spendere le tue energie in qualcosa di particolarmente importante o utile PER TE non ti faccia dubitare di possederne di meno: purtroppo ciò che siamo dipende da noi, ma ciò che facciamo dipende anche da ciò che ci circonda. Tutto è transitorio, non hai perso nulla.

La sensazione di nulla che provi è la medesima che impedisce a me di scrivere altro che lettere, per esempio. Mi metto di fronte al computer cercando di farlo ma non c’è spinta propulsiva, non c’è passione. Potrei anche, ma non sarebbe sincero. Nel momento in cui devo scrivere qualcosa che abbia un’applicazione nel reale e che serva a qualcuno le parole invece emergono come un’emorragia. Le cose belle hanno tutte proprietà transitiva, e non credo di dover aggiungere altro.

E ora, mentre mi rendo conto nella sostanza di averti ripetuto le stesse cose per la milionesima volta da arteriosclerotico quale sto lentamente diventando, mi metto su un caffè: tra non molto inizia il turno e ho messo nel lettore i concerti per pianoforte di Rachmaninov: pura risonanza dell’anima, con sopra due coglioni così! Aveva anche le mani gigantesche Rachmaninov, lo sapevi?

Ok, sto divagando.

A presto,

K.S

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