Dolce Stil Novo #3: sonetto rinterzato

Coi pollici opponibili impegnati

in giuochi complicati,

il mio cervello andò per la tangente

e molti impegni vennero scordati,

per sempre segregati

in un cunicolo della mia mente.

Poveri noi, sciocchi e disgraziati,

dal monitor plagiati,

immersi in un dolcissimo far niente

e sempiternamente indaffarati

in vani sostituti

di una realtà infelice e deprimente.

La porta è chiusa a chiave dall’esterno,

ma fuggirò, oh inferno

che ho plasmato con i miei polpastrelli

e varcherò i cancelli

tuoi: non sarò mai più un perdigiorno!

Là fuori, al sole, un calamaio eburno

 attende il mio ritorno

insieme a bardi, aedi e menestrelli.

Tra racconti e stornelli

trascorreremo lieti tutto il giorno.

U.U.

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