E’ tutto qui

Ho letto “È tutto qui” di Matteo Scandolin. E la prima cosa che ho pensato quando ho chiuso il libro è stata che è vero. È vero perché è un libro semplice e veloce, e perché ho pensato che non servono fronzoli e abbellimenti per fotografare la vita, così come viene. E poi subito dopo ho pensato che ci sono scrittori che riescono ad allestire bella fuffa e ad annoiare perfino in poche righe e che quindi uno dei complimenti che avrei voluto fare all’autore era di essere riuscito ad evitarlo, trascinandoci in maniera semplice e leggera, ben attento a non strappare in alcun punto, puntando spedito alla fine di ogni racconto. Sì, perché “È tutto qui” è un libro di racconti (intervallato sporadicamente da poesie) e perché è lì che si deve arrivare. Alla fine di ognuno.

È così che probabilmente capiterà anche a voi di arrivare all’ultima parola restando quasi insoddisfatti perché pare di non aver letto niente di nuovo e interessante, prima di accorgerci d’improvviso che in quello che abbiamo appena letto ci sono delle persone dai volti umani, e che ognuno di loro potrebbe essere (il) nostro, e che ci sono delle storie, ognuna delle quali potrebbe essere (la) nostra.

Non c’è niente da fare, o da capire

non c’è niente che valga la pena capire

 

[…]

 

perché scrivo di donne e di uomini incerti

tra il mio stesso rancore

e un giorno diverso.

Poco spazio alla descrizione delle emozioni, alle indagini delle anime, forse proprio per lasciarle al lettore che ci si confronta, per dare spazio e respiro alle reazioni e al pensiero. L’unico indizio  è nascosto del titolo, semplice tanto quanto i racconti appuntati nel libro, che in tre parole spiega che le righe seguenti celeranno altro che l’autore non ha incluso, qualcosa che va oltre i movimenti dei protagonisti. Carver in alcuni punti (per i semplici profili che celano mondi), forse pure un po’ Santarossa in altri (per la quotidianità come tema), ritratti di quartiere, di case, di compagnie, di amici, di fottuti traditori, di basse medie e alte gradazioni alcoliche, di strade, di serate, di treni. Di tutti i giorni. Una mancanza di etichette a personaggi ed eventi che lascia spazio solo all’interazione tra gli stessi, e alla creazione di piccoli frammenti di (vera) vita quotidiana.

Un libro agevole e facilmente digeribile, forse addirittura troppo veloce, che non utilizza scioccanti colpi di scena sensazionali. Cosa che però ogni tanto serve per chiedere al lettore di andare un po’ più in là. Essenzialità, che piace.

È tutto qui

Matteo Scandolin

Intermezzi Editore

Euro 10.00

Nota: questa recensione “a modo nostro” è stata pubblicata con inedita pubblicazione pubblicabile in pubblicamento previo sul sito di SettePerUno, per la precisione qui. Leggete e supportate i ragazzi di SettePerUno, eh!

I.M.

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One comment

  1. È tutto qui, mi sembra un titolo molto interessante e suggerente. Sicuramente è una storia triste, nostalgia e piena di piccoli conformità della vita, di cose che non ci piacciono ma accettiamo lo stesso. “E’ tutto qui” mi sembra un ottimo libro da leggere. Non conoscevo questo titolo ma lo cerco e lo leggo. Grazie mille e complimenti per il blog, riesci sempre ad ispirarmi, è non è facile.
    Carlotta

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