Ancora in cammino ma stavolta i sensi quieti nell’osservare

Ancora in cammino ma stavolta i sensi quieti nell’osservare

E ascoltare e percepire

La mia ombra che cammina, il sole dietro le spalle, passi corti

A sinistra il mare respira lento con uno sbuffo sulla luce che allunga i contorni

Disegno un Percorso con la mente, pronto a quantificare tempi e accelerazioni

L’occhio vigile pur quieto, strabuzzando lo sguardo, calcolando il fiato

Importante è superare i quaranta minuti di cammino e forse tentare scatti

Inoltrarsi in canyon collinari e salire scoscesi, temendo presenze nell’erba alta

Seguire il sentiero di passi altrui, cacciatori mattutini con i loro fucili caldi

E i bossoli verdi e rossi delle cartucce, abbandonate qui e là

Percorso cifrato che consente un ritorno su coordinate conosciute

Ecco lì un segno del mio passaggio

Là ho sparato parecchi colpi, ferendo il silenzio dell’aria fresca del mattino con secchi rumori tonanti

Questo dice il mattutino cacciatore con il suo confondersi mimetico nella natura

Crudele stavolta è l’uomo che attraversa il passaggio d’erba alta

Un seggiolino malandato, rovesciato su un fianco e un perimetro di frasche

Che confondono il povero inconsapevole uccello di passo in un verde universale e

Indistinguibile, verde la copertura, verdastro l’abbigliamento

Li ho anche sentiti sparare qualche mattino presto, nebbioso momento liminale

Tra il sonno e la veglia quando trasfigurare le parole che diventano presenze

E’ un normale esercizio che compone il rito di passaggio mattutino

Visioni dell’essere-al-di-là-di-noi nella parola inverbata sulla lingua che schiocca

Sapere e conoscenza immediata

Automatico lingueggìo che non usa la via neuronica

Spontaneità del contendere significati fuori di noi, senza coinvolgere la coscienza di sé

Seguo una strada secondaria dopo il piccolo canyon nascosto

Un promontorio sovrasta la strada principale

Sono al limite del tempo che mi sono concesso

La sera scende e allunga le ombre

Ci vorrebbe la ripresa video del mio cammino

Ma solo la ripresa di quell’ombra che avanza lambendo il bosco senza mai penetrarvi davvero

Qualcuno che m’affianca dovrebbe catturare nell’inquadratura quel mio passaggio

Non dovrei farlo io, dovrei trovare un marchingegno per lasciare le braccia penzolanti libere sui fianchi

Incrocio sulla via del ritorno un uomo giovane che saluto con un gesto dicendo salute

Passo a destra e a sinistra per evitare le case con i cani grossi annunciati dai cartelli

Attenti al cane

Non vedo cani, qualche macchina sfreccia al mio fianco superandomi veloce

Devio a destra verso il piccolo cimitero, lo supero, supero il muro che lo circonda e mi chiedo perché dev’esserci un muro che segni il confine tra chi sta dentro e chi fuori

In discesa corro tra gli alti alberi foscoliani, in salita l’ombra di quegli alti alberi tratteggia il mio passaggio deciso, sono uno scalatore, non mi spaventano i passi verticali

Sotto la doccia calda poi sui corti capelli recenti il pensiero si annulla e segue un suo liquido fluire verso un vuoto sentire, verso un tendere al vuoto del pensiero pensato

Non del pensiero raccontato

Un coniglio mi aspetterà a cena nel vociare di tanti sconosciuti, la cuoca infilerà nella carne bianca, anche lei come l’altra dell’altra volta del pensiero che si forma camminando, del finocchio selvatico, stavolta cotto con cura e miscelato con spezie

Al ritorno il sole mi è contro

La luce intensa cancella lo sguardo, un blank di attenzione non permette allo sguardo di catturare l’orizzonte

I contorni dell’orizzonte, irregolarmente tratteggiato dai monti dell’entroterra, raccontano il senso della vita senza tracciare però segni di sorta

In cielo nessuna scia, solo piccole nuvole rinascimentali.

W.P.

Nota: l’immagine-disegno è di K.S. e di nessun altro. 

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2 comments

  1. ciao
    leggo che l’immagine è di K.S. e nessun altro. E condivido il rispetto e la tutela della proprietà. Vorrei chiedere a K.S. la possibilità di utilizzarla, citando ovviamente la fonte, per una copertina di un libercolo di ‘appunti di viaggio’ che raccoglie alcuni appunti (appunto) delle trasferte del nostro scalchignato gruppo di teatro degli ultimi tre anni. Sarebbe stampato in proprio e non distribuito se non ai 30 membri del gruppo. Grazie della vostra attenzione. Ogni approfondimento alla mail che ho lasciato registrando il commento. Grazie

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