La terapia

L’amore poi. E tutto quello che ci va dietro scodinzolando. Bah. Pensate che l’altro giorno mi ritrovo a parlare di matrimonio con un conoscente. Per la verità con il mio fisioterapista, che come ho detto prima mi piace un sacco – non lui, è colpa del fisio – e con cui comunque ci diamo del tu. E ci tengo a sottolinearlo. Uh, che argomento difficile. Uh, come mi fa male la schiena. Forse dovrei davvero fare pilates. Comunque no, più che di matrimonio, a dire la verità finiamo non so come a parlare della “naturale evoluzione delle cose”. Che cose, gli chiedo io. Beh, le cose, mi dice lui. Non capisco esattamente di che cose si tratti però posso intuirlo quando mi dice che ha messo la testa a posto e presto si sposerà. E giù a parlare di matrimonio allora. Ma poi dal matrimonio si passa a parlare di nuovo delle cose. Che la vita è una cosa, è una cosa che ha un suo percorso, un evolversi, che gira e rigira ti porta sempre lì. Lì dove, gli chiedo io. Beh, lì, mi dice lui. (E io intanto penso che l’altro giorno ho visto il film “Io sono Li”. Ma non c’entra niente. Riprenditi. Dai, su!). Continua. Continua dicendomi che arrivati ad una certa età è naturale pensare di voler stabilizzare la propria vita, di chiuderla un po’ dentro certi limiti, di evitare cose che si facevano quando ancora non si aveva la barba. Mi dice che questo in fondo ha a che fare con la maturità di una persona. Uh, che male la spalla. Dissento. No, non circa la spalla, quella fa male veramente, e lui è un bravo fisioterapista, grazie ad anni di studi mi rimetterà a nuovo. Beato lui che ha studiato qualcosa di pratico, almeno adesso sa che cosa fare della sua vita (noia). Insomma, dicevamo che dissento. Mi permetto di “non acconsentire” e di non “tacere per sempre” (come in certi meravigliosi matrimoni all’americana) con una smorfia – di quelle classificabili nella categoria “naaaaaaaaa” – circa la maturità. Se mi sposo mica vuol dire che sono forzatamente maturo, come non è vero il contrario. No, non era quello che intendevo. E allora cosa, chiedo io. Beh, che non è un’idea da disprezzare. No, non hai detto questo. Sì, cioè, intendo dire che arrivati ad una certa età bisogna fare delle scelte e non si può restare sempre nell’oblio. Ahi – la schiena. E’ la naturale evoluzione delle cose, appunto. Ahi – la spalla. Appunto, non capisco. Ahi – ma cazzo. Io non capisco chi crede di poter continuare il percorso vecchio perché alla fine, man mano che passa il tempo, si cambia per forza. Secondo naaaaaaaaaaa. Le persone non cambiano dottò! Beh, ma è ovvio che cambiano, io mica ci pensavo al matrimonio dieci anni fa. E questo che significa, scusi?

Traaac. Sentito che ha fatto “scroc” la vertebra?

Eh già, l’ho sentito sì, perdio!

Bene, la seduta è finita. E ah, un ultima cosa.

Sì?

Per quanto riguarda la schiena…

Sì?

Ti consiglierei di prendere in seria considerazione un corso di pilates.

I.M.

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