Edera

Sei come l’edera.

Nasci dai piedi, ti guardo senza darti importanza. Piccole foglie verdi innocue. Sali, ti moltiplichi, ti espandi, cresci, incontrollata, incontrollabile. Ti attacchi, alla pelle, l’attraversi, penetri, mi crepi le ossa. Sali, ti avvolgi, ti infiltri, soffochi. Mi sommergi, nessuno riuscirà più a vedermi. Sei nello stomaco, mi strangoli le viscere. Sei fuori, sei dentro. Prendi possesso, prendi il controllo. Arrivi ai polmoni, ti fai strada, mi togli il respiro. Ti sento, non posso strapparti, mi strapperei. Potrei avvelenarti, seccarti. Ma mi avvelenerei, mi seccherei. Sei me, sono io. Sono come l’edera. Sotto pelle, attraverso i muscoli, avvitata intorno ai tendini. Striscio, ferisco, le braccia, le mani, la pelle, il fegato, i reni. Graffio, intacco e corrompo la spina dorsale. Stringo la gola. Copro gli occhi, sigillo la bocca. Sono nella testa, nel cervello. Aggrappata. Fortificata. Incontrollata, incontrollabile.

Edere - foto di J.W.

Sono come l’edera.

J.W.

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