Ritratto di un Taccuino da giovane

Quando abbiamo cercato di pensare a due righe da scrivere per questo post ci siamo resi conto che visto l’andazzo ne sarebbe uscito un post romantico…ed è subito scattato l’ohi ohi ohi ohi della situazione. Abbiamo quindi deciso di evitare la cosa probabilmente con la prima risoluzione votata all’unanimità nella nostra breve storia. Ringraziare tutti quelli che ci hanno letto e sostenuto, gli amici vecchi e quelli nuovi, i nemici, le sbronze, l’acqua alta a Venezia, le trasferte dei collaboratori esterni, le bestemmie, le delusioni, i complimenti, i vaffanculo, le tecnologie che aiutano e quelle che fanno imprecare, le notti insonni e i vari bla bla bla…no, i nostri teneri cuoricini non avrebbero retto all’emozione. Già troppo.

Abbiamo quindi sempre ri-deciso all’unanimità di brindarci stranamente su e di festeggiare un anno di Taccuino all’Idrogeno con un’edizione straordinaria della rivista per ricordare ed omaggiare la nostra nascita (i fiocchi dovrebbero essere ancora da qualche parte). Una specie di auto-elogio che è però più una presa in giro che un complimento. Un’uscita che vi ripropone, pagina dopo pagina, i veri appunti (e non stiamo scherzando, sono proprio le pagine originali) della notte buia e tempestosa in cui i fantomatici tre “pionieri fondatori” della rivista si ritrovarono, ovviamente sempre corredati di buona gradazione in bicchiere ampio, a discutere del progetto segreto, incappucciati e non visti in un bar di periferia. Proprio con i tavoloni di legno. Proprio come quello vero (o finto?) del Taccuino.

Taccuino all’Idrogeno – Anniversario Reserva (Pdf)

Taccuino all\’Idrogeno – Anniversario Reserva (Issuu)

Nasceva così, qualche settimana prima del 25 novembre 2009, giorno della pubblicazione del suo Manifesto nel blog, Taccuino all’Idrogeno, una rivista di prove tecniche di narrativa e altre amenità.

Potrà probabilmente sembrarvi una qualche sorta di delirio infantile e di persone non professionali. Adesso che ci fate riflettere effettivamente è così. E anche in questo caso, che sia bella o brutta, che sia scritta bene o scritta male, che sia fica o faccia vomitare, beh, un brindisi lo vale comunque (e pure un eppi birdai a nnnoi!), perchè come diceva il buon vecchio Bukowski

“Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.”

Alla salute!

Taccuino all’Idrogeno

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