Elogio alla metafisica “atmosferica”

 

 L’angoscia rivela il niente.

Martin Heidegger

 

 

 

E se per un attimo, un istante solo, tutti noi esseri viventi della specie umana ci fermassimo a pensare che alla base siamo tutti uguali e che abbiamo tutti tanti, troppi, esasperanti insormontabili problemi? Sarebbe un grosso impegno energetico forse.

E se per un attimo ci fermassimo a pensare che non siamo soli e che non abbiamo in realtà alcun potere se non quando questo ci viene delegato da masse numeriche che altro non sono che aggregazioni di altri come noi? Sarebbe forse un grosso impegno energetico oltre che uno sforzo non indifferente per quei poveri neuroni – qualcuno ne abbia pietà, lo chiedo per favore.

Se per un attimo, un istante solo, tutti noi esseri vivente della specie umana raccogliessimo quelle energie e le spendessimo per cercare di “comprendere” invece di “coniare” nuove forme di omofobia che si diramano come un cancro dal significato puro del termine, peraltro già altamente discutibile e riprovevole? Sarebbe sempre un grosso impegno energetico, questo è vero – e ancora quei poveri neuroni, ma li vogliamo lasciare in pace?

E se per un attimo sempre coloro già citati si fermassero senza spendere energie in malevoli contrazioni di stomaco e cervello inutili ai fini ultimi (o primi, che dir si voglia) della stessa loro esistenza sulla Terra? Forse qui il grosso impegno energetico starebbe nel capire di cosa vogliamo l’essere umano pregni la propria esistenza – i neuroni, non ce la fanno più, è troppo difficile. Pensa te che l’altro giorno mi è arrivata una lettera da un neurone sconosciuto con su scritto error che mi ha costretto a pensare che sia forse davvero troppo complesso. Che mi costringe a pensare che la verità è che costa molto di più voler sopraffare il prossimo ma nessuno se ne accorge, pensando invece costi di più la ricerca di una serenità relazionale da spendersi ogni giorno in piccole dosi anche nelle piccole cose. Ed è quindi con vivo e vibrante rammarico che mi sono preso l’incarico di organizzare un piccolo funerale per svariati neuroni.

 Game over

Ecco perché al signore che polemizza al supermercato poiché inseguendo uno yoghurt a fondo scaffale gli ho sbadatamente tagliato la strada, chiedendomi di implorare  il suo perdono e additandomi davanti a tutti come un “poco curante delle regole sociali” (e delle precedenze da rispettare) vorrei dire tante cose, con calma, poco poco, piano piano. Ma so che probabilmente lui non me ne darebbe l’occasione. Penso quindi mi limiterò a fare un reclamo pure io, chiedendo che vengano inserite delle rotonde anche dentro ai supermercati per meglio gestire le mandrie impazzite.

 You lose

I.M.

 

ps: le espressioni “con vivo e vibrante” e “poco poco, piano piano” sono da considerarsi copyright di Marurizio Crozza che ringrazio per l’aiuto lessicale involontario.

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