White Rabbit

 

(…) I libri sono come degli specchi. Tanti tantissimi specchi puliti in superficie. E’ per questo che la maggior parte delle persone li legge. Quelle stesse persone sono accumunate da una spasmodica ricerca di qualcosa di diverso ma allo stesso tempo simile a loro, che eluda la realtà e porti la quasi sicura certezza di arricchirla, qualsiasi sia il punto di partenza e qualsiasi sia la direzione. Gli individui sono in fondo esseri semplici e spesso cercano altrove le loro ragioni di essere e i loro gusti ed odori. Un libro serve nella maggior parte dei casi a dare ai suoi lettori dei valori aggiunti di vario genere, oppure serve al contrario, a toglierli, non ho visto molto altro in giro. Ci sono folle intere, piccoli gruppetti, o singoli malinconici ovunque, affacciati a delle pagine piene zeppe di storie, favole, morali e realtà fantastiche o tangibili. Affacciati ad atmosfere, sentimenti, passioni, paure, questioni, casi, destini, terrori, orrori e miserie. Negli ultimi esempi tra l’altro il numero dei lettori diminuisce enormemente. E c’è una sola questione: cosa vi cerchino. (…)

I.M.

 

A seguire nel prossimo numero di Taccuino all’Idrogeno (e manca poco, ci stiamo alzando dal tavolo)…

 

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