The meaning of life

The meaning of life

Gli agricoltori sono disarmati

i sodi culi delle loro figlie bionde

attraggono il

laido

libertino

ossessivo

interesse del padrone

e Dio

con i suoi baffetti arricciati

che dall’alto tutto osserva,

pronto all’occorrenza a masturbarsi per sadismo

ghiotto di sevizie come un marchese francese

 

applicate le sue leggi oh uomini

perseguite la malvagità

per poi pretendere il perdono

e godete dei frutti di carne

delle Vostre terre rigogliose

 

il candido martirio dell’effimera bellezza

G.U.

Taccuino all’Idrogeno – Numero 40

No vabbè, siccome è estate e siccome è un numero tondo, questa volta non vi dico niente.

L’Editor.

PDF: Taccuino all’Idrogeno – Numero 40

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Untitled

Il gusto del vino rancido

in ciotole di latta con manico laccato

il gusto umido del fondo di una spiga

sgranocchiata pigramente

il gusto della figa tiepida

le notti con la neve alle finestre

il gusto pungente dell’oppio cinese sul palato

avvolgente come la morte durante un orgasmo

il gusto della morte durante un orgasmo

il gusto atipico del piatto davanti al critico,

magnifico!

G.U.

Quanto vale un foglio bianco per il Taccuino?

Quanto vale un foglio bianco

Quanto vale un foglio bianco per il Taccuino? Quanti like, cuori e commenti? È un’estate così fresca oggi, una giornata così aperta da riempire che le tragedie alla finestra stanno per arrendersi: lacrime già donate, pensieri cupi già provati. Cosa resta? Un abbraccio ai figli, di quelli che poi ci si butta sul divano come gatti arruffati. O altri abbracci graffi e sospiri come canzoni francesi: io e mia moglie sempre sul divano. O De Andrè che ci sveglia con la sua storia di contraddizioni e parole rare, d’amore, vere a raccontarcela, senza sconti né ruffianerie ritorna per parlarci dello stupore di vivere. O la gatta che poi ci va a dormire su quel divano la notte, quando tutti stiamo giocando a ping pong coi brutti sogni e, mentre schiacciamo e vinciamo, a forza di crederci ai sogni belli, il gatto si sveglia e passa in rassegna i nostri occhi leccandoci e asciugandoci quelle lacrime che nascondiamo sui social, agli amici e ai padri ormai seppelliti senza avergli dato l’ultimo bacio sulla fronte.

P.S.

L’occhio

Hai sognato il veliero che porta il suono dell’acqua nel suo legno

i discorsi scheggiati dall’uso e le forchette piene di graffi

hai visto il bambino fotografato nel silenzio

un ultimo fermo immagine sotto le macerie del ciak

E.B.